Dietro una siepe, in fondo a una via di lontana periferia una casa con l'orto, sei metri per quattro, due fichi, un melo e sopra uno spicchio di cielo.

11 novembre 2018

MONTECOSARO: MUSEO DEL CINEMA A PENNELLO


E' come andare a trovare a casa un amico di vecchia data e ritrovarsi ad ammirare le appassionanti opere d'arte da lui collezionate, ricercate, rispolverate con tanto amore e sguardo attento.
E' come entrare in un cinema e trovarsi a guardare tanti film, sì perché osservando i meravigliosi bozzetti dipinti a mano si è subito catapultati in un mondo passato, più o meno lontano.
E' come entrare in un set da dietro, da dove entrano gli addetti ai lavori, dove il cinema non è il grande divo ma l'artigiano che con poco crea un mondo.
Entriamo e scopriamo che c'è un'arte considerata minore, fatta da pittori che non sono famosi, da pittori che adesso non servono più e sono scomparsi. Un'arte che se possiamo ancora vedere è perché qualcuno ha deciso di proteggerla e raccoglierla. 
Dove siamo?
Nel palazzo della Famiglia Marinozzi a Montecosaro, borgo decisamente affascinante della provincia di Macerata.




 Ad accoglierci e a guidarci in questo viaggio è Paolo, il proprietario e curatore del Museo del Cinema  a Pennello.




Alice e Lorenzo si divertono a riconoscere dalle locandine i famosissimi attori di film a loro noti, degli altri la curiosità è cresciuta a tal punto da chiederci di poterli vedere.













Non vogliamo svelarvi più di tanto di questo scrigno di tesori:
prenotate, andate e stupitevi proprio come abbiamo fatto noi.










01 marzo 2017

Il Museo della Scuola, i compagni di Scuola al Museo

In tutto ciò che si deve affrontare nella vita,  per non avere paura, bisogna conoscere.
La Scuola, per questo, è una splendida palestra.

Così in una domenica di Gennaio siamo andati a visitare il Museo della Scuola a Macerata, piena di ricordi, più o meno belli. A visitarlo tre generazioni: BAMBINI, GENITORI e NONNI.
I bambini stavano ad ascoltare a bocca aperta le tremende storie sulle punizioni, a giocare con le biglie e ad avere pazienza scrivendo con l'inchiostro e calamaio.
I genitori ricordavano i maestri severi, le umiliazioni subite, o provavano la sensazione di dolore, mai provata prima,  inginocchiati sopra ai ceci e indicando uno zaino riportavano alla  memoria divertenti aneddoti.
I nonni? Ce ne erano alcuni che avevano gli occhi lucidi, altri che si soffermavano a lungo sui vecchi banchi che ora sembrano quasi in miniatura guardati da occhi adulti, altri ancora che avevano tanta voglia di raccontare.




















Un Museo in continuo passaggio tra passato e presente, che "insegna" tanto. 




Volendo parlare del presente, nelle Marche, ci sono tante altre lodevoli iniziative per portare il Museo più a dimensione di bambino e così per festeggiare il decimo compleanno del nostro Lorenzo abbiamo scelto di invitare tutti i suoi compagni di classe proprio ai Musei di Fermo.




Dopo una serie di giochi di squadra all'interno delle affascinanti cisterne romane hanno creato delle maschere con l'argilla, modellando un materiale che gli antichi Piceni conoscevano bene.












Un pomeriggio passato tutti insieme tra "banchi" inusuali e giganti mura che speriamo possano essere parte di quei bei momenti che magari un giorno, in un futuro museo della Scuola, possano essere ricordati con gioia e divertimento.





24 maggio 2016

Dalle stalle alla sala giochi

Dopo la ristrutturazione della parte di casa dedicata al b&b, lo spazio che prima ospitava le stalle, dove si tenevano gli animali,  è stato il nostro fresco rifugio estivo. Nell'arco di 10 anni, dal 2006 ad oggi ha visto crescere la nostra famiglia e ci ha regalato tanti bei momenti, ma soprattutto abbiamo cambiato ogni anno qualcosa, aggiunto, appeso, diviso, spostato.
Ora questo spazio è per voi... per sfidarsi a ping pong, a calciobalilla, per degustare una tisana mentre si legge un bel libro e per chiacchierare al fresco nelle ore più calde.












02 novembre 2015

Abbracciare, respirare e catturare l'Autunno al Parco del Monte San Vicino

Avevamo voglia di perderci tra alberi maestosi, di sentire il nostro calpestio su tappeti di foglie secche, di riempirci gli occhi dei colori caldi dell'autunno e di correre in ampi spazi: abbiamo scelto il Parco del Monte San Vicino, a 90 km da Monteleone di Fermo, tra San Severino Marche e Matelica.



Pronti partenza e via noi 4 dentro al camper, destinazione Elcito: quattro case colme di storia arroccate sulla roccia e quattro gatti affamati ad accoglierci.










Tramonto con una tisana calda "del buon respiro", leggendo Il vento nei salici di Kenneth Grahame e via a letto presto per essere ben pronti ad arrivare sopra la cima del panettone o meglio Monte San Vicino!



La mattina successiva a darci il buongiorno il miagolio dei gatti che ci aspettavano davanti la porticina e.... da lontano il Monte San Vicino ricoperto dalla nebbia.






Arrivati ai suoi piedi ci siamo trovati immersi in una nebbia fittissima e il sentiero si scopriva piano piano, passetto dopo passetto, sorpresa dopo sorpresa.
















Attraversare il bosco, osservare la natura del sottobosco, guardare il paesaggio nei pochi attimi in cui la nebbia si diradava e finalmente arrivare in cima tra una canzoncina appena imparata a scuola, racconti fantastici sugli gnomi e gare a superarsi.
In cima una maestosa croce di ferro ai cui piedi siamo piccoli piccoli.




Discendendo le nuvole si diradavano e lasciavano intravedere il paesaggio con le sue tante sfumature e perdersi con lo sguardo è stato molto piacevole.



In poco tempo ci siamo ritrovati di nuovo ai piedi del monte.




Nel pomeriggio ci aspettava la faggeta di Canfaito (dal latino "campo di faggi"), che si trova a pochi km da Monte San Vicino. Dopo un gustoso pic nic eravamo di nuovo pronti ad esplorare la Natura magnifica tutta intorno, pronti a meravigliarci della forma dei faggi antichi, dai rami come tante braccia tese verso di noi  a volerci abbracciare.




Alberi monumentali, alberi antichissimi  e pensare di "aver stretto la mano" a un faggio di 500 anni fa certo un bell'effetto... emozionante davvero.







Salire sugli alberi, passarci dentro, dondolarsi riempie di gioia grandi e piccoli e... 








se succede che la più piccola è troppo stanca per continuare, allora ci si riposa un po' tra le mucche marchigiane ad ammirare uno sconfinato panorama.




Canzone della Fata Faggio

Faggio lieto e maestoso, 
  così alto e glorioso!
Diverso in ogni tempo, 
  in tutti sei stupendo:

bello coi rami spogli,
  più bello con le foglie,
bellissimo in Autunno,
  mischiando oro e azzurro,

quando io butto giù 
  le noci che dai tu:
piccolissimo omaggio
  del grandissimo faggio.

(da La fate dei fiori dell'Autunno di Cicely Mary Barker)